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Comune di Cugliate Fabiasco - VA
Comune di Cugliate Fabiasco - VA

Comune di Cugliate Fabiasco


Cenni Storici

Cugliate Fabiasco si trova su un ampio poggio morenico della Valmarchirolo, dal quale è possibile risalire la cima del Monte Sette Termini (972 m) e addentrarsi in affascinanti aree boschive.
Cugliate e Fabiasco sono le frazioni che compongono il comune, di cui fino al 1955 faceva parte anche il paese di Marchirolo. La storia del paese è documentata dall’anno Mille, quando Cugliate Fabiasco era parte della Pieve della Valtravaglia, che faceva capo all’arcivescovo di Milano, sia in termini civili che ecclesiastici. Cugliate è solo l’ultimo di una lunga teoria di toponimi, la più lunga che si conosca rispetto ai nomi degli altri comuni della valle. Il paese inizialmente si chiamava Colliate, poi Quiliate, Quigliate, Quia, Cullate, Culliate e infine Cugliate.

Queste variazioni possono essere dovute alle difficoltà di trascrizione della parola originaria di Cùja, oggigiorno usata nell’idioma del luogo.Cu significa “comunità” o “unione”, ovvero un villaggio o un insieme di agglomerati abitativi.

Delle due frazioni, Cugliate è la più estesa e popolata,
nonché sede del Municipio.

Ha conservato la sua importanza medioevale, con il centro storico organizzato secondo piccole corti, ciascuna con un nomignolo tradizionale, tra cui Curt Magiòt, Curt Marèk e Curt Simun.

Tra le opere architettoniche locali è da menzionare il Convento o Cà del Carlàsh, in stile cinquecentesco ma riadattato a partire da una struttura precedente, possiede un notevole portale abbellito da affreschi tardo-rinascimentali.
San Giulio fu il sacerdote a cui si deve l’evangelizzazione di buona parte del territorio varesino, e così a lui venne dedicata la chiesa parrocchiale. È in stile barocco e venne innalzata nel 1701, come afferma la data incisa sul portale, e fu poi ampliata e modificata a croce latina nel 1849.

Fabiasco, Fabiàsk nell’idioma locale, è l’unione dei fabi e asco.

I Fabi, secondo la leggenda, sarebbero la romana gens Fabia che avrebbe abitato nell’attuale borgo, nel quale è oggi presente proprio una via dei Fabi. La chiesa parrocchiale è dedicata alla Purificazione della Beata Vergine Maria, con l’altare maggiore, qui trasportato, secondo la leggenda, dopo essere stato prelevato dal Sacro Monte e portato in paese con un carro tirato da bovi.

 

 
     
 
     
 
     
 
     
 

 

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